{"id":1029,"date":"2016-01-15T12:31:13","date_gmt":"2016-01-15T10:31:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/?p=1029"},"modified":"2017-02-03T19:26:04","modified_gmt":"2017-02-03T17:26:04","slug":"centri-storici-minori-paesaggio-e-experience-based-tourism-una-risorsa-per-le-economie-locali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/blog\/centri-storici-minori-paesaggio-e-experience-based-tourism-una-risorsa-per-le-economie-locali\/","title":{"rendered":"Centri storici minori, paesaggio e experience based tourism: una risorsa per le economie locali*"},"content":{"rendered":"<h6>Di Emanuela Biscotto, Piera Pellegrino, Elio Trusiani<\/h6>\n<p><span style=\"color: #d65050\"><strong>1 | Cenni introduttivi<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti centri minori, sebbene dotati di un patrimonio culturale materiale e immateriale, sono economicamente depressi e si collocano al di fuori dei circuiti turistici ed economici consolidati: alcuni di loro, situati in aree marginali rispetto alle grandi direttrici di collegamento e ai centri urbani principali, per far fronte ai fenomeni di abbandono e spopolamento hanno avviato strategie di sviluppo incentrate sulla valorizzazione del turismo culturale &#8220;consapevole&#8221; e della fruizione lenta a partire proprio dal loro patrimonio storico-culturale e ambientale-paesaggistico, come brand di memoria e identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proprio il binomio territorio e identit\u00e0 permette di creare nuove reti di relazione che vanno oltre i luoghi, verso modelli di sviluppo integrato locale e turistico. Questi due fattori costituiscono un patrimonio capace non solo di incrementarne il valore aggiunto, la competitivit\u00e0 e la visibilit\u00e0, ma anche di promuovere il benessere della comunit\u00e0 locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo senso, il turismo culturale, inteso come turismo basato sulla conoscenza del contesto locale e degli stili di vita della popolazione di un altro paese<span style=\"color: #d65050\">[1]<\/span>, restituisce centralit\u00e0 ai territori e alle comunit\u00e0 locali; colma la distanza tra comunit\u00e0 e patrimonio, incrementandone coscienza e conoscenza; integra il trinomio tutela, valorizzazione e fruizione con una nuova componente, quella della produzione culturale. Il turismo culturale diviene, inoltre, l&#8217;occasione per rivitalizzare le realt\u00e0 rurali e garantisce il rispetto dei valori territoriali identitari, recuperando la rete di percorsi storici e tracciati esistenti che rappresentano le antiche relazioni dell&#8217;armatura paesaggistico-culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A tal proposito il MIBACT ha emanato una direttiva<span style=\"color: #d65050\">[2]<\/span> con la quale dichiara il 2016 <em>Anno dei cammini d\u2019Italia <\/em>proprio con il fine di valorizzare il patrimonio costituito da itinerari escursionistici che rappresentano una componente importante dell\u2019offerta culturale e turistica italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra le iniziative contenute nel documento spicca la redazione di un <em>Atlante dei cammini di Italia<\/em> sulla base di un censimento degli itinerari storico-culturali paesaggistici pedonali redatto in collaborazione con gli enti territoriali e locali, associazioni e operatori del settore. Un sistema di antiche vie che interagiscono a scale diverse e costituiscono la memoria profonda di un territorio senza fermarsi al ristretto contesto locale, superando i confini amministrativi disegnati da scelte politiche e non dalle storie dei territori (Francini M. et al., 2012).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi itinerari turistici integrati possono generare occupazione, qualit\u00e0 della vita e tutela dell\u2019ambiente, dimostrando che la crescita del fattore economico non deve avvenire necessariamente a scapito del carattere identitario e naturalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il turismo culturale consiste nella scoperta dei territori in maniera consapevole e orientata da parte di fruitori esigenti e con interessi trasversali secondo il concetto di <em>experience-based tourism<\/em>, che implica la necessit\u00e0 di andare oltre l\u2019esperienza di viaggio fugace, dilatandola nel tempo attraverso un coinvolgimento intellettuale ed emotivo in grado di continuare anche dopo l\u2019esperienza stessa e in grado di stimolare la fissazione del ricordo e della memoria (Nacci L., 2016). Da questo l\u2019importanza crescente dei fattori immateriali e della cosiddetta \u201cnarrazione\u201d del territorio come fattore attrattivo. Un modo di raccontare esattamente contrario alla comunicazione istituzionale e che si basa sulle suggestioni, sulla condivisione facendo leva sul senso di appartenenza e di vicinanza stabilendo solidi agganci con i luoghi e le esperienze vissute.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #d65050\"><strong>2 | Turismo culturale: alcuni dati<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2013, secondo l\u2019indagine sul turismo culturale pubblicata nel rapporto \u201cIo sono cultura 2014\u201d, il 13,3% dei turisti ha scelto l\u2019Italia perch\u00e9 motivati dall\u2019interesse per il suo patrimonio artistico\u2013culturale. Un turismo pi\u00f9 straniero (17,9% il peso dei turisti stranieri) che italiano (8,6%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>Tabella I| Incidenza percentuale del turismo culturale in Italia. Fonte: elaborazioni su dati Unioncamere restituite nel rapporto 2014 \u201cIo sono cultura\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<table style=\"height: 79px\" width=\"192\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center\" width=\"140\"><strong>Anni<\/strong><\/td>\n<td width=\"100\"><strong>Italiani<\/strong><\/td>\n<td width=\"100\"><strong>Stranieri<\/strong><\/td>\n<td width=\"100\"><strong>TOTALE<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center\" width=\"140\"><strong>2012<\/strong><\/td>\n<td width=\"100\">8,6<\/td>\n<td width=\"100\">14,1<\/td>\n<td width=\"100\">11,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center\" width=\"140\"><strong>2013<\/strong><\/td>\n<td width=\"100\">8,6<\/td>\n<td width=\"100\">17,9<\/td>\n<td width=\"100\">13,3<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rapporto analizza le attivit\u00e0 svolte dai turisti \u201cculturali\u201d ed evidenzia una moltitudine di interessi che vanno oltre i luoghi strettamente legati alla cultura, ma che li spinge a scoprire i caratteri e le peculiarit\u00e0 del territorio che spaziano dai paesaggi, al folklore, ai sapori della tradizione. L\u2019interesse per la cultura si manifesta nel 35,8% dei turisti che si recano nei musei e dal 18,1% che visitano monumenti e siti archeologici. Il 40,6% dei turisti si dedicano ad escursioni, mostrando un evidente interesse verso la scoperta del territorio e degli itinerari legati alla mobilit\u00e0 lenta. Inoltre, il rapporto evidenzia che la prima voce di attrazione\/conoscenza di un dato territorio proviene dal racconto di un amico\/conoscente, lo <em>story telling<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>Tabella II| Le attivit\u00e0 svolte dal turista culturale. Fonte: elaborazioni su dati Unioncamere restituite nel rapporto 2014 \u201cIo sono cultura\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td rowspan=\"2\" width=\"246\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td rowspan=\"2\" width=\"59\"><strong>Italiani<\/strong><\/td>\n<td colspan=\"3\" width=\"205\"><strong>Stranieri<\/strong><\/td>\n<td rowspan=\"2\" width=\"68\"><strong>TOTALE<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"66\"><strong>Europei<\/strong><\/td>\n<td width=\"88\"><strong>Extraeuropei<\/strong><\/td>\n<td width=\"52\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Escursioni e gite<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">46,5<\/td>\n<td width=\"66\">318,05,1<\/td>\n<td width=\"88\">63,6<\/td>\n<td width=\"52\">37,7<\/td>\n<td width=\"68\">40,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Visita di musei e\/o mostre<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">22,7<\/td>\n<td width=\"66\">41,16,72<\/td>\n<td width=\"88\">51,2<\/td>\n<td width=\"52\">42,1<\/td>\n<td width=\"68\">35,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Degustazione prodotti enogastronomici locali<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">36,0<\/td>\n<td width=\"66\">27,9<\/td>\n<td width=\"88\">29,0<\/td>\n<td width=\"52\">28,0<\/td>\n<td width=\"68\">30,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Shopping<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">24,9<\/td>\n<td width=\"66\">33,4<\/td>\n<td width=\"88\">29,6<\/td>\n<td width=\"52\">33,0<\/td>\n<td width=\"68\">30,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Visita a monumenti e siti di interesse archeologico<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">19,2<\/td>\n<td width=\"66\">18,0<\/td>\n<td width=\"88\">13,7<\/td>\n<td width=\"52\">17,6<\/td>\n<td width=\"68\">18,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Attivit\u00e0 sportive<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">15,5<\/td>\n<td width=\"66\">16,7<\/td>\n<td width=\"88\">30,5<\/td>\n<td width=\"52\">17,9<\/td>\n<td width=\"68\">17,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Spettacoli musicali<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">18,3<\/td>\n<td width=\"66\">13,5<\/td>\n<td width=\"88\">11,5<\/td>\n<td width=\"52\">13,3<\/td>\n<td width=\"68\">15,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Acquisto prodotti dell\u2019artigianato locale<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">14,1<\/td>\n<td width=\"66\">9,3<\/td>\n<td width=\"88\">3,6<\/td>\n<td width=\"52\">8,8<\/td>\n<td width=\"68\">10,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Partecipazione a eventi enogastronomici<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">9,7<\/td>\n<td width=\"66\">8,9<\/td>\n<td width=\"88\">3,8<\/td>\n<td width=\"52\">8,4<\/td>\n<td width=\"68\">8,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Partecipazione a eventi folkloristici<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">9,3<\/td>\n<td width=\"66\">7,2<\/td>\n<td width=\"88\">11,8<\/td>\n<td width=\"52\">7,6<\/td>\n<td width=\"68\">8,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Partecipazione a spettacoli teatrali o cinematografici<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">9,1<\/td>\n<td width=\"66\">6,0<\/td>\n<td width=\"88\">5,4<\/td>\n<td width=\"52\">6,0<\/td>\n<td width=\"68\">7,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Visite a Centri benessere (saune ecc.)<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">4,0<\/td>\n<td width=\"66\">8,2<\/td>\n<td width=\"88\">5,3<\/td>\n<td width=\"52\">7,9<\/td>\n<td width=\"68\">6,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Eventi religiosi<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">4,5<\/td>\n<td width=\"66\">6,7<\/td>\n<td width=\"88\">0,1<\/td>\n<td width=\"52\">6,1<\/td>\n<td width=\"68\">5,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"246\"><strong>Partecipazione a convegni, congressi o fiere<\/strong><\/td>\n<td width=\"59\">5,5<\/td>\n<td width=\"66\">4,8<\/td>\n<td width=\"88\">2,5<\/td>\n<td width=\"52\">4,6<\/td>\n<td width=\"68\">4,9<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2014 (\u201cIo sono cultura 2015\u201d) il 52,5% dei turisti europei ha scelto di passare le vacanze in Italia per la particolarit\u00e0 del suo patrimonio artistico e architettonico e il 47,1% per poter fruire le bellezze naturali a contatto con la natura per soddisfare interessi naturalistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>Tabella III| Motivazioni dei turisti Europei in vacanza in Italia (valori %). Fonte: elaborazioni su dati Unioncamere restituite nel rapporto 2015 \u201cIo sono cultura\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<table style=\"height: 150px\" width=\"605\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"170\"><strong>Ricchezza del patrimonio\/monumentale<\/strong><\/td>\n<td width=\"217\"><strong>Bellezze naturali\/stare a contatto con la natura\/interessi naturalistici<\/strong><\/td>\n<td width=\"189\"><strong>Interessi eno-gastronomici\/prodotti agroalimentari tipici locali<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"170\">52,5<\/td>\n<td width=\"217\">47,1<\/td>\n<td width=\"189\">15,7<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p>Il 52,5% dei turisti europei sono interessati a visitare i centri storici, il 27,3% alle escursioni in parchi naturali, il 31,4% ai musei e alle pinacoteche, mentre l\u201911,6% ha visitato siti archeologici e il 13,2% le botteghe artigianali.<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #808080\"><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em><span style=\"color: #808080\">Tabella IV| Luoghi visitati durante il soggiorno dai turisti Europei in Italia. Fonte: elaborazioni su dati Unioncamere restituite nel rapporto 2015 \u201cIo sono cultura\u201d<\/span><\/em><\/p>\n<table style=\"height: 470px\" width=\"408\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Centri storici<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">52,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Cattedrali e luoghi di culto<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">38,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Musei e pinacoteche<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">31,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Parchi naturali<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">27,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Botteghe di artigianato tipico<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">13,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Siti archeologici<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">11,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Porto<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">10,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Aree marine protette<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">10,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Castelli<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">8,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Eventi e rievocazioni storiche<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">7,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Cantine e strade del vino<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">5,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Terme<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">5,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"284\"><strong>Altro<\/strong><\/td>\n<td width=\"293\">0,1<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le dinamiche turistiche contemporanee ci mostrano un quadro multidimensionale nel quale si possono rintracciare due costanti che marcano in modo continuativo le scelte: il bisogno di cultura, storia e tradizione da un lato; la qualit\u00e0 e la fruizione dell\u2019ambiente naturale.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #d65050\"><strong>3 | Pianificazione, pratiche per la mobilit\u00e0 lenta<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Negli ultimi anni diversi centri minori a livello locale e alcune regioni a livello territoriale hanno attivato processi e strategie di sviluppo e di rigenerazione investendo sulle risorse locali. I casi studiati mostrano come il tema del turismo consapevole e della fruizione lenta divenga, sia nella pianificazione territoriale e sia nelle pratiche operative, una strategia di valorizzazione del territorio attraverso la difesa di economie locali integrate e il recupero di un tessuto edilizio ed infrastrutturale in abbandono e in dismissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La rete di fruizione lenta, in un\u2019ottica di integrazione e di sistema\/rete, diviene un\u2019idea per rafforzare centri minori e territori particolarmente \u201cdeboli\u201d e che rischiano fenomeni di abbandono e di degrado per la presenza di forze centrifughe causate dalle grandi citt\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #d65050\"><strong>3.1 | Il progetto pilota della Val di Cecina: la fruizione lenta del paesaggio toscano<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Regione Toscana, nell\u2019ambito del Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico ha predisposto il <em>Progetto di fruizione lenta del paesaggio regionale<\/em> partendo dal principio che l\u2019accessibilit\u00e0 e la fruizione del territorio regionale costituisca il requisito indispensabile per la valorizzazione e la conservazione del paesaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Progetto \u00e8 strutturato in quattro obiettivi generali:<\/p>\n<ul>\n<li>favorire la fruizione lenta dei paesaggi regionali al fine di conoscere le specificit\u00e0 locali dell\u2019intero territorio; tutelare e valorizzare la rete infrastrutturale storica come elemento strutturante (rete ferroviaria);<\/li>\n<li>garantire l\u2019accessibilit\u00e0 diffusa (recupero delle stazioni ferroviarie);<\/li>\n<li>favorire lo sviluppo diffuso e integrato delle diverse modalit\u00e0 di fruizione lenta del paesaggio;<\/li>\n<li>favorire la riconoscibilit\u00e0 dei paesaggi regionali spesso frammentati e l\u2019accesso diffuso in modo da garantirne la fruizione superando le visioni e descrizioni standardizzate dei territori toscani.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">La mobilit\u00e0 lenta \u00e8 considerata dalla Regione lo strumento privilegiato di fruizione del territorio in quanto non \u00e8 impattante e allo stesso tempo permette di osservare il paesaggio e di avere la percezione delle componenti pi\u00f9 minute, le diversit\u00e0 e le identit\u00e0 che sfuggono allo sguardo pi\u00f9 distante della mobilit\u00e0 veloce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1032 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/1-1-266x300.jpg\" alt=\"\" width=\"478\" height=\"539\" \/><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>Figura 1 | Progetto di fruizione lenta del paesaggio regionale: progetto generale. Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>con valenza di piano paesaggistico della Regione Toscana.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p>La Regione, per definire questa rete ha identificato i percorsi gi\u00e0 esistenti e\/o previsti dagli strumenti di pianificazione territoriale per valutarne la consistenza e efficacia ai fini della fruizione paesaggistica. Ha censito sia i percorsi in sede dedicata sia gli itinerari tematici che utilizzano la rete infrastrutturale esistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tale ricognizione ha rappresentato la base su cui definire uno <em>Schema Strategico<\/em> che ha individuato i principali \u2018corridoi paesistici regionali\u2019 intesi come direttrici portanti ambientali e storico-culturali del <em>Progetto della rete di fruizione dei paesaggi toscani<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quest\u2019ultimo ha consentito l\u2019integrazione della rete di mobilit\u00e0 lenta con i luoghi attraversati, individuando i percorsi come elemento costitutivo dei paesaggi e mettendone in evidenza i caratteri specifici e le funzionalit\u00e0 connettive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come caso esemplificativo \u00e8 stato sviluppato il <em>Progetto pilota lungo la linea ferroviaria Cecina-Volterra<\/em>. Il progetto valorizza le potenzialit\u00e0 del sistema di fruizione di itinerari esistenti oggi suddivisi tra bassa, media e alta val di Cecina, al fine di creare uno scenario unitario che vede nelle stazioni ferroviarie i punti nodali. Il progetto prevede la costruzione di un itinerario pedo-ciclabile di fondovalle che si sviluppa principalmente lungo la viabilit\u00e0 rurale minore. Tale percorso, che scorre parallelamente alla linea ferroviaria e utilizza le stazioni come punti di accesso, costituisce la spina di raccordo e partenza degli itinerari collinari, valorizza l\u2019ambito perifluviale del Cecina e i viali di accesso ai borghi collinari, con lo scopo di sviluppare il turismo escursionistico e di valorizzare le produzioni locali. Per rendere concreta l\u2019implementazione e la realizzazione delle strategie di intervento la Regione Toscana ha affidato all\u2019Universit\u00e0 di Siena lo studio per la fattibilit\u00e0 economica e ambientale del progetto pilota e ha promosso la firma di un protocollo d\u2019intesa tra i Comuni interessati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1033 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/2-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"532\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>Figura 2 | Progetto di fruizione lenta del paesaggio della Val di Cecina: in viaggio lungo la ferrovia.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico della Regione Toscana.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #d65050\"><strong>3.2 | Il Cammino di Santa Barbara: sulle tracce dei minatori sardi<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il <em>Cammino minerario di Santa Barbara<\/em> \u00e8 un itinerario storico, culturale, ambientale che si sviluppa per circa 400 chilometri lungo gli antichi cammini minerari che attraversano i luoghi di culto e le chiese dei minatori nel grande bacino minerario dismesso del Sulcis Iglesiente Guspinese<span style=\"color: #d65050\">[3]<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019itinerario \u00e8 un progetto elaborato dall\u2019Associazione Culturale Pozzo Sella con il coinvolgimento del Parco Geominerario Storico Ambientale e la partecipazione di 19 Comuni, interessati dai diversi tracciati minerari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di un grande itinerario che riscopre gli antichi sentieri percorsi dai minatori, le antiche mulattiere e i tracciati ferroviari utilizzati per il trasporto dei minerali grezzi e mercantili lungo i quali \u00e8 conservato lo straordinario patrimonio tecnico-scientifico, storico-culturale, paesaggistico-ambientale e socio-antropologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tali cammini possono essere oggi considerati tra i primi itinerari culturali europei in quanto hanno favorito, fin dal neolitico antico, l\u2019incontro e gli scambi commerciali e culturali tra i popoli contribuendo a creare il patrimonio comune dell\u2019identit\u00e0 culturale europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019itinerario sardo rappresenta una proposta innovativa di turismo sostenibile che coinvolge destinazioni fuori dai circuiti dei grandi flussi turistici, contribuendo al contenimento della emissione di CO<sub>2<\/sub> del settore turistico e pi\u00f9 in generale alla tutela e alla protezione del patrimonio naturale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1031 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/3-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"487\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>Figura 3 | L\u2019itinerario storico, culturale, ambientale e religioso della Sardegna lungo i cammini minerari del Sulcis Iglesiente Guspinese.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>Fonte: http:\/\/www.retecamminifrancigeni.eu\/index.php?pag=347<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p>L\u2019Associazione e le istituzioni sarde stanno operando in modo congiunto per far inserire il <em>Cammino minerario di Santa Barbara<\/em> tra gli itinerari culturali europei istituiti dal Consiglio d\u2019Europa, con lo scopo di dare avvio alla creazione, anche nei restanti vecchi bacini minerari europei, di una rete di cammini minerari europei dedicati alla comune patrona dei minatori, Santa Barbara, con la loro messa in rete quale prodotto tematico di turismo sostenibile di livello transnazionale.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #d65050\"><strong>3.3 | Il Sentiero dell&#8217;Inglese: tra naturalit\u00e0, antiche radici e turismo sostenibile<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019area Grecanica dell\u2019Aspromonte greco \u00e8 stata recuperata, da cooperative di giovani locali, una rete territoriale eco-turistica ed escursionistica che propone un itinerario integrato di piccoli borghi sulle tracce dello scrittore ed illustratore inglese Edward Lear.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il percorso denominato <em>Sentiero dell&#8217;Inglese<\/em> \u00e8 un&#8217;occasione per riscoprire i paesaggi delle fiumare di straordinaria bellezza naturalistica, le tradizioni, la storia della montagna mediterranea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quest&#8217;area, le cui radici culturali affondano nelle prime colonizzazioni dei greci, \u00e8 rimasta nel tempo la culla secolare della minoranza linguistica ellenofona, custodendo comunque immutate le tracce della sua antica natura di crocevia del Mediterraneo. Attraverso il percorso \u00e8 possibile percepire nel paesaggio la difficolt\u00e0 storica degli spostamenti dovuta alle caratteristiche peculiari del territorio: un altopiano solenne ed aspro ricco di fiumare e di calanchi, di colline e di coste franose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo paesaggio per secoli \u00e8 stato percorso dalla ferrovia e dalla statale costiera, un unico percorso carrabile, e da un sistema nel quale una rete di mulattiere e sentieri collegavano l&#8217;epicentro commerciale ed artigianale di Bova con tutto l&#8217;entroterra. Questa situazione d&#8217;isolamento, durata sino agli anni \u201960 consent\u00ec la sopravvivenza della lingua e un&#8217;economia chiusa, spesso non monetaria, basata sul baratto con prodotti della terra e della pastorizia. Il cammino \u00e8 l\u2019occasione sia per ripercorrere una societ\u00e0 antica, che vive nei ricordi e nella narrazione degli anziani e sia per riattivare un\u2019economia locale integrata basata sulla produzione di prodotti tipici e attivit\u00e0 di accoglienza e a eventi culturale legati alla tradizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1034 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/4-300x154.jpg\" alt=\"\" width=\"789\" height=\"405\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>Figura 4 | Ambiti di tutela, valorizzazione e trasformazione paesaggistica dell\u2019area della fiumara Amendolea.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>Fonte: tesi di Laurea Specialistica in Architettura del Paesaggio titolo \u201dPaesaggio della fiumara Amendolea, dal rischio al progetto\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #808080\"><em>laureanda Carla Foddis, relatore prof. Elio Trusiani a.a. 2011\/2012.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p>Per rafforzare e diffondere la conoscenza dei caratteri identitari dei luoghi, attraverso la partecipazione al Bando della Regione Calabria \u201cEventi Storicizzati\u201d finanziato attraverso il <em>POR Calabria FESR 2007-2013<\/em> e i contributi economici dei Comuni, della Provincia di Reggio Calabria e del Parco Nazionale dell\u2019Aspromonte, il Gruppo di Azione Locale (GAL) <em>Area Grecanica<\/em> realizza annualmente il <em>Festival Paleariza<\/em><span style=\"color: #d65050\">[4]<\/span>.<\/p>\n<p>L\u2019evento \u00e8 strutturato come un percorso di visita che punta l\u2019attenzione soprattutto verso le aree interne e gli antichi borghi: Bova, Melito Porto Salvo, Bagaladi, Bova Marina, Condofuri, Roghudi, San Lorenzo, Staiti e Palizzi Cardeto, Montebello Jonico e Roccaforte del Greco.<\/p>\n<p>Per sostenere annualmente l\u2019evento il GAL ha attivato anche strumenti di <em>fund raising<\/em>, gi\u00e0 sperimentati come la <em>Carta Paleariza<\/em> e il <em>Paleariza Crowdfunding<\/em> che permettono il coinvolgimento e il contributo dei cittadini privati.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #d65050\"><strong>4 | Conclusioni<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I casi presentati evidenziano tentativi differenti di valorizzazione della rete minore dei centri storici e dei beni culturali e paesaggistici diffusi: la rete dei cammini appare come un probabile filo conduttore di questa operazione dove il turismo culturale, settore in crescita e in continua evoluzione, sembra poter promuovere forme eterogenee di fruizione per la riattivazione dei territori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sebbene la mobilit\u00e0 lenta sia al centro delle politiche del MIBACT, non vi \u00e8, ad oggi, una raccolta nazionale dei dati in grado di inquadrare e definire il fenomeno: essi risultano frammentati, non esaustivi e riguardano solo i principali percorsi religiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non mancano, tuttavia, pratiche innovative che utilizzano il recupero dei tracciati storici e il rinnovato interesse per il camminare come occasione di sviluppo e rivitalizzazione dei centri storici minori marginali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con l\u2019elaborazione del <em>Progetto di fruizione lenta del paesaggio regionale, <\/em>la Regione Toscana, riporta all\u2019attenzione questo tema attribuendogli una valenza strategica. La mobilit\u00e0 lenta \u00e8 intesa come strumento privilegiato di fruizione dell\u2019intero territorio e di connessione tra i piccoli insediamenti che costituiscono la trama minuta dell\u2019armatura storico culturale e paesaggistica regionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il caso del <em>Cammino minerario di Santa Barbara<\/em> rappresenta un\u2019azione locale di tipo <em>bottom up<\/em>, avviata da un\u2019associazione insediata sul territorio con il coinvolgimento e la cooperazione di enti locali e di settore. Attraverso la concretizzazione di forme di aggregazione territoriale \u00e8 stato possibile potenziare le dotazioni e le attrattive del territorio rafforzando le relazioni materiali e immateriali.\u00a0 Alla narrazione deve corrispondere una capacit\u00e0 dei territori di espressione e di marketing territoriale necessaria per dare continuit\u00e0 e suscitare interesse da parte dei possibili fruitori supportata dall\u2019uso di nuove tecnologie 2.0 dell\u2019informazione e della comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Il caso dell\u2019area Grecanica <\/em>mette in campo e valorizza entrambe le questioni sopra citate per promuovere e rafforzare l\u2019unicit\u00e0 di un enclave linguistico come parte integrante dell\u2019identit\u00e0 regionale stessa, andando oltre gli aspetti meramente fisico naturalistici e storico artistici dei luoghi.<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/em><\/p>\n<p>* Il contributo \u00e8 di:<\/p>\n<p>Emanuela Biscotto. Architetto, libero professionista.<\/p>\n<p>Piera Pellegrino. Scuola di Architettura e Design-Universit\u00e0 di Camerino (PhD).<\/p>\n<p>Prof. Elio Trusiani. Scuola di Architettura e Design-Universit\u00e0 di Camerino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sar\u00e0 pubblicato negli Atti del Convegno, in via di redazione, della XIX Conferenza Nazionale SIU organizzata dalla Societ\u00e0 Italiana degli Urbanisti, a cura dei Dipartimenti di Architettura dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo e di Ingegneria Civile e Architettura dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Catania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tema di dibattito, \u201cCambiamenti, responsabilit\u00e0 e strumenti per l\u2019urbanistica al servizio del paese\u201d, \u00e8 stato motivo di confronto, tra teorie e pratiche, sulle potenzialit\u00e0 dell\u2019Urbanistica e sul suo ruolo, che sembra sostanziale per la ripresa del Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici e sitografia<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Monografie<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nacci L. (2016), Viandanza. Il cammino come educazione sentimentale, Editori Laterza, Roma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\u00e1nchez Sanz V. (2013), El fen\u00f3meno senderista en Espa\u00f1a. An\u00e1lisis por un panel de expertos, Universitat De Val\u00e8ncia Facultat de Ci\u00e8ncies de l\u2019Activitat F\u00edsica i l\u2019Esport<\/p>\n<p><strong>Saggio su volume<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Francini M., Colucci M., Palermo A., Viapiana M. F. (2012), \u201cMarketing territoriale e turismo culturale\u201d, in I centri storici minori. Strategie di rigenerazione funzionale, FrancoAngeli s.r.l., Milano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fondazione Symbola-Unioncamere (2014), \u201cIl turismo culturale e la capacit\u00e0 di attivazione della filiera culturale sulla spesa turistica\u201d,\u00a0 Io sono Cultura. L\u2019Italia della qualit\u00e0 e della bellezza sfida la crisi, Rapporto 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fondazione Symbola-Unioncamere (2015), \u201cIl turismo culturale e la capacit\u00e0 di attivazione della filiera culturale sulla spesa turistica\u201d,\u00a0 Io sono Cultura. L\u2019Italia della qualit\u00e0 e della bellezza sfida la crisi, Rapporto 2015<\/p>\n<p><strong>Sito web <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il turismo lento e il progetto Slow travels<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">http:\/\/www.formazioneturismo.com\/il-turismo-lento-e-il-progetto-slow-travels-itinerari-ecoturistici-mobilita-lenta-valorizzazione-abruzzo\/<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di piano paesaggistico delle Regione Toscana<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">http:\/\/www.regione.toscana.it\/-\/piano-di-indirizzo-territoriale-con-valenza-di-piano-paesaggistico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Rete dei Cammini. Il Cammino minerario di Santa Barbara<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">http:\/\/www.retecamminifrancigeni.eu\/index.php?pag=347<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il territorio dell&#8217;Area Grecanica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">http:\/\/www.misiti.it\/MinoranzeLinguistiche2\/gr_territorio.html<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Festival Paleariza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">http:\/\/www.paleariza.it\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"color: #d65050\">[1]<\/span> <span style=\"color: #999999\">Il turismo culturale. \u00e8 anche considerato come il pi\u00f9 sostenibile, in grado di promuovere tolleranza, rispetto e conoscenza tra culture differenti; di ci\u00f2 si \u00e8 discusso nel 2011 al World Tourism Day, dedicato al tema del turismo come ponte tra culture.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"color: #d65050\">[2]<\/span> <span style=\"color: #999999\">Direttiva del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 culturali del Turismo \u201c2016- Anno dei Cammini d\u2019 Italia\u201d del 12 Gennaio 2016.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"color: #d65050\">[3]<\/span> <span style=\"color: #999999\">Il bacino include il 65% dell\u2019intera superficie del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna sito UNESCO, istituito con decreto ministeriale del 16 ottobre 2001 in attuazione di quanto disposto dalla legge 23 dicembre 2000, n. 388<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"color: #d65050\">[4] <\/span><span style=\"color: #999999\">Nel 2011 il Festival \u00e8 stato premiato dal Ministero del Turismo con il marchio &#8220;Patrimonio d&#8217;Italia&#8221; per aver contribuito a valorizzare l&#8217;immagine dell&#8217;Italia e a generare nuovi flussi turistici.<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Emanuela Biscotto, Piera Pellegrino, Elio Trusiani 1 | Cenni introduttivi Molti centri minori, sebbene dotati di un patrimonio culturale materiale e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1046,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[8,1],"tags":[222,225,45,27,223,224,221,227,31,22,19,226],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1029"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1029"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1029\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1046"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}