{"id":1151,"date":"2017-01-17T16:18:10","date_gmt":"2017-01-17T14:18:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/?page_id=1151"},"modified":"2017-01-31T14:52:09","modified_gmt":"2017-01-31T12:52:09","slug":"le-faggete-depresse","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/le-faggete-depresse\/","title":{"rendered":"Le Faggete Depresse"},"content":{"rendered":"<h4><strong><span style=\"color: #d65050\">LE FAGGETE DEPRESSE DELLA VARIANTE CIMINA DELLA VIA FRANCIGENA<\/span><br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p><span style=\"color: #999999\">di Veronica Guidone<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1104 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Striscia-Fagus-300x129.jpg\" alt=\"\" width=\"647\" height=\"278\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Fagus Sylvatica L. \u00e8 un albero molto importante per i nostri boschi, sia alpini che appenninici. \u00c9 una pianta che raggiunge facilmente i 25\u201330 metri di altezza e in buone condizione edafiche<span style=\"color: #d65050\">[1] <\/span>pu\u00f2 arrivare anche fino ai 40 m. di altezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019alberatura presenta un fusto diritto, poco rastremato, con una caratteristica corteccia liscia e sottile di color grigio-cenerina segnata da striature orizzontali accompagnate spesso da macchie <span style=\"color: #d65050\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1106 alignleft\" src=\"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Fagus-sylvatica-Arealebn-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"323\" \/><\/span>biancastre dovute alla presenza di licheni. Le foglie caduche, di forma ovale, sono pi\u00f9 chiare nella pagina inferiore e formano una chioma piuttostoglobosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La latitudine e l&#8217;altitudine sono fondamentali per determinare la distribuzione del faggio: man mano che ci si sposta verso nord si riduce l&#8217;altitudine massima raggiunta dalla specie. Nel 1973 Lausi<span style=\"color: #d65050\">[2]<\/span> e Pignatti<span style=\"color: #d65050\">[3]<\/span> valutarono che per ogni grado di latitudine nord il limite<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0superiore della faggeta si abbassa di circa 110m. La distribuzione \u00e8 pertanto molto varia: nell&#8217;Europa centrale e settentrionale, \u00e8 specie di pianura, mentre nell\u2019Europa meridionale diventa specie montana.In Italia il faggio si trova, in zona montana, in tutte le regioni e le isole mediterranee orientali.Nel 1982 Pignatti stabil\u00ec l&#8217;optimum vegetazionale<span style=\"color: #d65050\">[4]<\/span> del faggio fra i 600 m. e i 1300 m. di quota sulle Alpi e tra i 1000 m. e 1700 m. di quota nell&#8217;Italia peninsulare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esistono per\u00f2 faggete depresse eterotropiche<span style=\"color: #d65050\">[5]<\/span> (nel Gargano, nel Lazio, in Toscana e Liguria) che scendono a contatto con le leccete e le pinete mediterranee per la presenza particolari nicchie ecologiche<span style=\"color: #d65050\">[6]<\/span> che determinano un\u2019umidit\u00e0 atmosferica sufficiente anche nei mesi estivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-1109 alignright\" src=\"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Faggeta-Lago-Vico-231x300.jpg\" alt=\"\" width=\"525\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c9 proprio questo il caso dei boschi di faggio del Lago di Vico che si trovano sotto i 500m slm dove la faggeta stessavegeta ai margini delle proprie possibilit\u00e0 ecologiche e la presenza a una quota altitudinale cos\u00ec bassa \u00e8 resa possibile grazie all\u2019umidit\u00e0 del lago e all\u2019elevata fertilit\u00e0 dei terreni vulcanici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di \u201cFaggete ad agrifoglio\u201d, che sono tutelate dalla direttiva 92\/43\/CEE<span style=\"color: #d65050\">[7]<\/span> meglio nota come Direttiva Habitat. Pi\u00f9 specificatamente siamo in presenza di un habitat prioritario, il 9210: Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex. L\u2019area infatti ricade all\u2019interno della Riserva Regionale Naturale Lago di Vico, istituita il 28 settembre 1982 con L.R. n\u00b047 ma anche all\u2019interno del SIC \u2013 Sito di Importanza Comunitaria<span style=\"color: #d65050\">[8]<\/span> Monte Fogliano e Monte Venere identificato dal codice Natura 2000<span style=\"color: #d65050\">[9]<\/span> IT6010023 ai sensi della Direttiva Habitat. Nel Lazio \u00e8 possibile trovare solo 21 situazioni simili a quella appena descritta, ma in molti casi si tratta di piccoli gruppi di faggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le faggete presenti nella Riserva Regionale Naturale &#8211; Lago di Vico possono essere distinte in due tipi. Le formazioni arboree del primo tipo sono faggete termofile<span style=\"color: #d65050\">[10]<\/span> dell\u2019Aquifolio-Fagetum diffuse nell\u2019Appennino Centro Meridionale, che qui raggiungono il limite settentrionale del loro areale<span style=\"color: #d65050\">[11]<\/span>; si trovano a quote pi\u00f9 basse rispetto ai boschi di faggio del secondo tipo e insistono sui versanti del Monte Fogliano e del Monte Venere, sporadicamente anche sulle pendici di Poggio Nibbio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi boschi il faggio \u00e8 spesso accompagnato da altre specie arboree come il carpino bianco (<em>Carpinus betulus<\/em>), l\u2019acero d\u2019Ungheria (<em>Acer obtusatum<\/em>), il castagno (<em>Castanea sativa),<\/em> l\u2019olmo montano, (<em>Ulmus glabra<\/em>), l\u2019agrifoglio (<em>Ilex aquifolium<\/em>), il cerro (<em>Quercus cerris), <\/em>e da specie arbustive quali il pungitopo (<em>Ruscus aculeatus<\/em>), il biancospino (<em>Crataegus spp.),<\/em> la rosa selvatica (<em>Rosa canina<\/em>), e la laureola (<em>Daphne laureola<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1107 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Mappa-Faggeta2-300x236.jpg\" alt=\"\" width=\"852\" height=\"670\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c9 importante ricordare la presenza di orchidee come l\u2019elleborina minore (<em>Epipactis microphylla)<\/em>, l\u2019elleborina di Piacena (<em>Epipactis placentina)<\/em>, il nido d\u2019uccello (<em>Neottia nidus-avis)<\/em>, l\u2019orchide mascia (<em>Orchis mascul)a <\/em>e la cefalantera rossa (<em>Cephalanthera rubra)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La seconda tipologia di faggeta occupa il settore pi\u00f9 meridionale del proprio areale appenninico, presentando caratteri che la accomunano maggiormente ai boschi di faggio dell\u2019Italia<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-1111 alignright\" src=\"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/IMG_8907-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"453\" height=\"340\" \/> settentrionale nonostante non sia accompagnata da tutte le specie a essi associate. La troviamo nella parte culminale del Monte Fogliano e alcune tracce sulla vetta del Monte Venere, in questi ambiti sono numerosi gli esemplari secolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non sono pi\u00f9 presenti gli elementi di Quercetalia pubescentis o dell\u2019Aquifolio-Fagetum ma il faggio risulta essere la specie arborea dominante. Lo troviamo accompagnato dall\u2019 anemone giallo (<em>Anemone ranunculoides<\/em>), dal ranuncolo favagello (<em>Ranunculus ficaria<\/em>), dal narciso selvatico (<em>Narcissus poeticus<\/em>), dall\u2019erba maga (<em>Circaea lutetiana<\/em>), dalla colombina cava (<em>Corydalis cava<\/em>), dall\u2019euforbia bitorzoluta (<em>Euphorbia dulcis<\/em>) tipiche dell\u2019area centro-europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La faggeta disegna e colora un paesaggio gi\u00e0 fortemente caratterizzante della caldera vulcanica del Lago di Vico; le sue variazioni stagionali mutano l\u2019aspetto e la forma del contesto rendendolo unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In estate il bosco colora di verde chiaro le pendici della caldera mentre in autunno la colorazione del fogliame varia, in un breve lasso di tempo, dal giallo-arancione al rosso-marrone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intorno si tinge di tonalit\u00e0 calde e anche il suolo sottostante si copre di un tappeto arancio di foglie caduche. In inverno invece, la faggeta si spoglia scoprendo i grandi massi lapidei tondeggianti, testimonianza dell\u2019antica attivit\u00e0 della caldera vulcanica, ed enfatizzan ancor di pi\u00f9 l\u2019eleganza dei fusti esili e slanciati; la colorazione grigio cenere delle cortecce conferisce all\u2019intero contesto la severit\u00e0 tipica dei paesaggi invernali. In primavera il sottobosco prende vita i pochi raggi solari che riescono a penetrare la fitta chioma dei faggi permettono a numerosi cespugli di colorarsi con <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-1112 alignleft\" src=\"http:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/DSC_0325-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"504\" height=\"336\" \/>splendidi fiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma la faggeta per questi territori rappresenta molto di pi\u00f9: fu raccontata da numerosi storici, tra cui Tito Livio e Lucio Floro, i quali, in numerose testimonianze in merito alle fasi di conquista del territorio etrusco da parte delle legioni romane, la descrivono come una \u201cselva intricata e spaventosa\u201d. Oggi \u00e8 simbolo di attaccamento al territorio e senso di appartenenza. Un elemento identitario cos\u00ec radicato nel tempo da determinare la costituzione di Associazioni ambientaliste e comitati locali per la sua difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, il bosco \u00e8 teatro di numerose iniziative culturali tra cui gli eventi musicali \u201cConcerto del mattino\u201d e \u201cConcerto della sera\u201d, organizzati dal comune di Caprarola congiuntamente alla Riserva Regionale Naturale \u2013 Lago di Vico. Manifestazioni che si ripetono ormai da diversi anni e sono tesi alla valorizzazione della fruibilit\u00e0 e del godimento di angoli cos\u00ec suggestivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[1]<\/span> <span style=\"color: #999999\"><em>Deriva del greco \u1f14\u03b4\u03b1\u03d5\u03bf\u03c2 \u00absuolo\u00bb. In ecologia, indica le condizioni fisiche e chimiche del terreno, che hanno varia e complessa influenza sullo sviluppo delle piante.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[2]<\/span> <span style=\"color: #999999\"><em>Duilio Lausi (1923-1997) Fitosociologo Italiano. Laureato in Economia e Commercio, riesce a dedicare la sua vita a quella che, nel perido degli studi universitari, aveva rappresentato una grande passione: lo studio della flora e della vegetazione. Inizia come allievo e poi assistente del Prof. Alessandro Pignatti. Affronta un periodo di studio e lavoro presso la Station Internationale de G\u00e9obotanique M\u00e9diterran\u00e9enne et Alpine di Montpellier, sotto la guida del carismatico fondatore della Fitosociologia Josias Braun-Blanquet. Fu professore di Botanica nel 1964 e di Ecologia Vegetale a Triste. Divenne poi Direttore dell\u2019Istituto e Presidente del Corso di Laurea in Scienze Biologiche.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[3]<\/span> <em><span style=\"color: #999999\">Alessandro Pignatti (Venezia, 28 settembre 1930) \u00e8 un botanico italiano. Laureato in Scienze Naturali nel 1954 all&#8217;Universit\u00e0 di Pavia. Dopo la laurea va a Barcellona e poi a Montpellier, dove, nel 1953, diventa allievo del fitosociologo Josias Braun-Blanquet. Assistente e professore incaricato di Botanica a Pavia dal 1955 e dal 1958 a Padova. Nel 1962 diventa professore ordinario di Botanica a Trieste (1962-1982). Professore di Ecologia Vegetale a Roma (1983-1988). Nel 1988 diventaa prima professore ordinario di Ecologia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; e poi professore emerito presso il medesimo ateneo. Le sue ricerche vertono sull&#8217;ecologia, fitogeografia, flora, e vegetazione, con particolare riferimento agli ecosistemi mediterranei e alpini. \u00c8 autore del pi\u00f9 recente trattato di floristica relativo all&#8217;intero territorio nazionale.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[4]<\/span> <span style=\"color: #999999\"><em>Ogni organismo possiede nei confronti\u00a0di ciascun fattore ecologico dei limiti di tolleranza superati i quali il fattore ecologico diventa limitante, impedendo la riproduzione degli organismi, la vita ecc..indipendentemente dal fatto che altri fattori ecologici presenti nell&#8217;ambiente in cui l&#8217;organismo vive non siano limitanti.\u00a0 Pu\u00f2 essere definito come l\u2019intervallo di tolleranza di fronte ai fattori ambientali, compreso tra un minimo e un massimo, all\u2019interno del quale un organismo riesce a vegetare. Insieme di valori di diversi fattori ecologici che raggiungono il livello pi\u00f9 favorevole per l\u2019attivit\u00e0 biologica considerata.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[5]<\/span> <em><span style=\"color: #999999\">Popolazioni che vegetano al di fuori della zona tipica della specie.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[6]<\/span> <em><span style=\"color: #999999\">Insieme delle combinazioni di condizioni sotto cui una specie perpetua se stessa.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[7]<\/span> <em><span style=\"color: #999999\">La Direttiva del Consiglio del 21 maggio 1992 Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche\u00a0detta Direttiva &#8220;Habitat&#8221;. Scopo della Direttiva Habitat \u00e8 &#8220;salvaguardare la biodiversit\u00e0 mediante la conservazione degli habitat naturali, nonch\u00e9 della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato&#8221; (art 2). Per il raggiungimento di questo obiettivo la Direttiva stabilisce misure volte ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat e delle specie di interesse comunitario elencati nei suoi allegati.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[8]<\/span> <em><span style=\"color: #999999\">Il Sito d\u2019Interesse Comunitario (SIC), in inglese Site of Community Importance, \u00e8 un concetto definito dalla direttiva comunitaria 92\/43\/CEE Direttiva Habitat. In ambito ambientalistico il termine \u00e8 usato per definire un&#8217;area: che contribuisce in modo significativo a mantenere o ripristinare una delle tipologie di habitat definite nell&#8217;allegato 1 della direttiva Habitat o a mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente una delle specie definite nell&#8217;allegato 2 della direttiva Habitat; e\/o che contribuisce in modo significativo al mantenimento della biodiversit\u00e0 della regione in cui si trova.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[9]<\/span> <em><span style=\"color: #999999\">Natura 2000 \u00e8 il principale strumento della politica dell&#8217;Unione Europea per la conservazione della biodiversit\u00e0. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell&#8217;Unione, istituita ai sensi della\u00a0Direttiva 92\/43\/CEE &#8220;Habitat&#8221;\u00a0per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.La rete Natura 2000 \u00e8 costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC), e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della\u00a0Direttiva 2009\/147\/CE &#8220;Uccelli&#8221;\u00a0concernente la conservazione degli uccelli selvatici.<\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[10]<\/span> <span style=\"color: #999999\"><em>La specie termofila \u00e8 una specie che predilige i climi caldi.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #d65050\">[11]<\/span> <em><span style=\"color: #999999\">A<\/span><span style=\"color: #999999\">rea geografica in cui una specie \u00e8 naturalmente presente.<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE FAGGETE DEPRESSE DELLA VARIANTE CIMINA DELLA VIA FRANCIGENA di Veronica Guidone Il Fagus Sylvatica L. \u00e8 un albero molto importante per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1151"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1151"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1151\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.varianteciminadellafrancigena.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1151"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}